Comunicato sulla strage fascista di Macerata e sulla relativa Manifestazione Antifascista

Sabato 10 febbraio, come sezione ANPI, saremo in piazza a Macerata con le nostre bandiere e i nostri militanti antifascisti. Apriamo così queste righe per chiarire la nostra posizione riguardo i fatto accaduti nei giorni scorsi e le vergognose passerelle politiche che ne sono seguite.

Apprendiamo con sdegno e vergogna che l'ANPI nazionale, cofirmando un "documento" con l'associazione Libera, l'ARCI e il sindacato CGIL, rinuncia all'imminente mobilitazione.

Si tratta, quindi, di chiarire un paio di concetti chiave sul ruolo che la nostra associazione e la parola antifascismo hanno al giorno d’oggi. Se a Macerata, una persona di estrema destra ha potuto impunemente presentarsi alle elezioni con il partito fascista Lega Nord e scorrazzare impunito nei vari cortei e nelle varie scorribande organizzate dalla "cugina" casapound, è perchè gli si è lasciato il tempo e lo spazio di farlo. Se a seguire ha poi potuto armarsi e scorrazzare sparando dalla sua auto verso le persone di pelle diversa dalla sua, è per lo stesso spazio in precedenza concessogli. Se oggi dobbiamo assistere alle vergognose rivendicazioni dei suoi compari che lo glorificano e lo onorano tramite striscioni e comunicati, è per il medesimo motivo. 

Che significato avrebbe oggi riportare la pace e il silenzio dopo quanto accaduto? Assicurare alla giustizia i colpevoli? Certo che no, assicurerebbe solamente altro spazio ai fascisti. Allora serve alzare la voce e rispedire nel passato questo rigurgito, serve occupare tutti gli spazi possibili e ricacciare con la forza chi si vanta di essere fascista. Serve esserci e uscire di casa. Non avere il coraggio oggi di marciare compatti, significherebbe regalare un altro segno di debolezza e nient’altro che una sconfitta.

 

Con altrettanta sicurezza possiamo indicare come complici queste associazioni che, giocando a braccetto con il partito democratico, hanno sottoscritto queste ingloriose righe di rinuncia. Saltando nella storia ci ricordano molto la triste mossa dell'Aventino, pagata a caro prezzo e con il sangue nei decenni successivi. Non ci dilunghiamo oltre e chiudiamo con una riflessione.

 

I partigiani che nella Resistenza hanno scritto una delle pagine più belle, difficili e dolorose del nostro paese ci avrebbero immaginato così? Dopo tanto sudare e soffrire avrebbero voluto per ricordarli due mazzi di fiori il 25 aprile e un po' di applausi ad una parata ufficiale? Forse avrebbero scelto il circo, dove applausi e fiori li si tira un po' a tutti.

 

Noi vogliamo pensare invece di avere tra le mani un testimone importante, la Libertà. Diritto che si comprende di non avere più solo quando lo si è perso. A Macerata così rischia di essere e per chi giunge da lontano in cerca di aiuto e fortuna purtroppo già così è.

 

Rilanciamo dunque l'appello alla mobilitazione e la nostra presenza e sostegno a quanti, antifascisti ed antirazzisti si mobiliteranno, oggi e negli anni a venire. Sabato aimè non ci saranno i vessilli dell'ANPI nazionale, ci sarà però il cuore e il sogno di ogni partigiano caduto per la Libertà. Ci saranno le bandiere delle singole sezioni e di tutte le associazioni veramente svincolate da giochi di potere, partiti e soprattutto dalla paura.

 

Non un passo indietro!

Ora e sempre Resistenza.

 

Sez. A.N.P.I. "G.Peirolo - F. Ferrario" di Bussoleno – Foresto – Chianocco